Agorafobia: Paura della Piazza!

Il termine agorafobia deriva dal greco αγορά: piazza e φοβία: paura, etimologicamente “paura della piazza“.

Chi soffre di una qualsiasi forma di fobia, si rende assolutamente conto dell’irrazionalità delle proprie paure, nonostante questo vive una condizione di puro terrore, spesso incontrollabile che lo porta ad evitare ogni situazione in cui possa trovarsi a dover affrontare le sue fobie.

Agorafobia: paura della piazza

Ma la paura degli spazi aperti non è legata esclusivamente alla “piazza” intesa come luogo spazioso e all’aperto, ma anche alla folla e soprattutto all’idea di lasciare la propria casa, che viene vista come un luogo sicuro, un rifugio.

Infatti, oltre alla paura di trovarsi in uno spazio aperto, l’agorafobico teme anche le situazioni dove non vede una via sicura di fuga, come uno stadio, un teatro, un ristorante o un supermercato, ma anche situazioni in cui si trova a contatto con molta gente o in spazi relativamente chiusi come l’auto, il treno o l’aereo che impediscono una fuga tempestiva verso un rifugio sicuro quale la casa.

Alcune persone provano terrore anche nel recarsi in ospedali, centri estetici o dal dentista, proprio perché molto popolosi, quindi evitano le situazioni dove potrebbero trovarsi a contatto con molta gente.

Quindi se non riesci a definire la tua paura perché pensi che “agorafobia” sia il termine che indica solo la paura degli spazi aperti, devi considerare che la definizione più corretta potrebbe essere quella di una paura di tutte quelle situazioni che non hanno una via d’uscita.

Se hai provato la sensazione di perdere il controllo, di sentirti male, di svenire o di avere un infarto cardiaco allora saprai sicuramente cosa prova chi soffre di agorafobia nel dover affrontare la vita quotidiana, è quella sensazione che preannuncia un vero attacco di panico.

Il circuito in cui rischi di entrare se soffri di questo problema è quello ad anello o circolo vizioso, cioè più eviti tutti i luoghi, le situazioni e i contesti in cui sai di poter provare terrore, più ci sarà il terrore di provare attacchi di panico e quindi tenterai maggiormente di evitare certe situazioni, e quindi a compromettere le attività quotidiane e la socialità, rimanendo isolato e incapace di andare oltre e con un incremento dell’ansia stessa.

Spesso ti sarà capitato di affrontare uno spostamento con difficoltà, magari con il bisogno di un accompagnatore fidato, un parente un amico, ma il timore di quello che potrebbe succedere durante il tragitto o la paura di non poter tornare in tempo rendono gli spostamenti ricchi di ansia, e preferisci evitarli.

L’agorafobia può essere trattata con la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la quale ha dimostrato ampiamente la propria efficacia; in questo percorso sarai aiutato a liberarti delle ansie ma soprattutto a comprenderle e a prenderne consapevolezza. La psicoterapia ti aiuta anche a capire il circolo vizioso in cui entri e a liberartene gradualmente.

Rimedi per gli attacchi di panico

Quando hai un attacco di panico ti ritrovi in uno stato di paura senza controllo, e appena passa vivi nel terrore che possa ripetersi, allora come fare per vivere una vita tranquilla senza questa paura irrazionale?

Alcune forme di questo disturbo vanno ricercate in traumi subiti, come incidenti o perdite, e queste forme è bene affrontarle con l’aiuto di uno psicoterapeuta che grazie ad una terapia cognitivo-comportamentale ti aiuterà ad uscire da quei circoli viziosi alla base del problema e ti consiglierà degli esercizi per affrontarli al meglio senza lasciarsi sopraffare.

Seguendo un piano prestabilito di sedute con il tuo terapeuta aiuta sicuramente a non sentirsi imprigionati, di aiuto possono essere anche le riunioni dei gruppi di sostegno per confrontarsi con altre persone che soffrono di questo disturbo.

Altre forme di attacco di panico sono invece riconducibili a schemi comportamentali standard cioè un eccesso di energia psicofisica globale intrappolata, che non riesce a liberarsi, lo psicoanalista Carl Gustav Jung la definì come libido.

Queste energie devono trovare uno sfogo ed essere convogliate verso un’attività che ti faccia stare bene che può essere qualcosa di tipo creativo come dipingere, suonare, costruire o qualcosa come l’attività fisica come una corsa, la danza, la boxe, uno sport che ti appassiona. Anche inseguire una passione come il volontariato, un’attività politica, il giardinaggio, possono essere un ottimo sfogo per le energie represse, e poi in fine anche l’erotismo, l’espressione della propria sessualità senza repressione.

Spezzando la routine di tutti i giorni dedicandoti a qualcosa che ti interessa davvero, qualcosa di veramente solo tuo puoi affrontare e scaricare le tensioni che possono causare gli attacchi di panico.

Ci sono anche altri modi per far defluire queste energie, come ad esempio lo yoga; entrare in te stesso e cercare di focalizzare sulla propria forza interiore è un ottimo allenamento che aiuta a sentirsi più carichi e più forti e a debellare le paure.

Anche una dieta equilibrata influisce molto sugli attacchi di panico, infatti evitando gli eccitanti come caffè, thè, cioccolato, droghe e alcool puoi evitare di peggiorarli; preferendo il miele o lo zucchero di canna, assumendo magnesio a sufficienza, riducendo la carne rossa, di maiale e gli insaccati, e cercando di inserire nella tua alimentazione cereali integrali, legumi, proteine del pesce, frutta e verdura di stagione potrai notare dei miglioramenti, le tue paure si attenueranno e riuscirai a vivere meglio gli stati d’ansia.

Anche con le erbe medicinali puoi trarre qualche effetto benefico, e ridurre lo stress del sistema nervoso: Passiflora Incarnata, Avena Sativa, Valeriana Officinalis sono solo alcune di quelle consigliate.

fiori di Bach anche aiutano a portare un effetto calmante: Rock Rose, Cherry plum, Rock water, Aspen e Rescue remedy sono quelli da preferire.

Oli essenziali come camomilla, maggiorana e petitgrain aiutano a rilassarsi e inoltre cercare di dormire al meglio e a sufficienza è un utile aiuto per contrastare gli attacchi di panico.

Sintomi Attacchi di Panico: Come Scoprirli

Se ti è accaduto sai di cosa sto parlando, ma se fai parte di quelle persone che non sanno cosa sia un attacco di panico allora faresti meglio a leggere con attenzione quali sono i sintomi, in modo da saperlo interpretare se mai dovesse accaderti, anche perché le prime volte fa molta paura.

L’attacco di panico si presenta spesso come una tachicardia improvvisa o una mancanza di respiro che raggiunge l’apice nel giro di dieci – quindici di minuti, lo sviluppo dura circa trenta minuti ed è talmente forte e improvviso che la paura di morire è assolutamente reale.

Ti prende da dentro e si sviluppa sempre di più, il cuore ti batte talmente forte che molti riferiscono di averlo addirittura potuto “sentire” con le orecchie, il respiro ti diventa affannato, e a volte chi è in preda all’attacco va in apnea, quindi smette di respirare, o non ci riesce proprio, il sudore e i brividi condiscono il tutto e spesso la sensazione di svenire e il dolore toracico sono così evidenti che la prima reazione che potresti avere è quella di chiamare il pronto intervento e l’ambulanza proprio perché temi un attacco cardiaco, ma la maggioranza dei pazienti dopo tutti i vari accertamenti non risultano avere un problema cardiaco.

Sintomi Attacchi di Panico

Anche il senso di soffocamento è una condizione irreale, se stai avendo un attacco di panico inizi a respirare più velocemente entrando in iperventilazione e quindi crei uno squilibrio tra la miscela di ossigeno e anidride carbonica nel sangue che dà quel senso di vertigini e giramenti di testa.

A tutto questo seguono la nausea, gli arrossamenti della pelle, crampi, debolezza, sensazione di soffocamento, difficoltà nel deglutire e mal di testa.

Quando l’attacco di panico finisce ti senti stanco e sfiancato, alcuni hanno degli attacchi che durano ore o addirittura giorni, sono piuttosto rari, ma la sensazione peggiore che ti può rimanere addosso è il terrore di averne altri e in questo modo rischi di innescare una sorta di circolo vizioso, di ’paura della paura‘.

Chi si ritrova in questa spirale tende a voler controllare l’attacco di panico e lo fa evitando quelle situazioni cosiddette “a rischio”, come andare in auto, in ascensore, in metropolitana, in luoghi affollati…. E questo non farà altro che aumentare il senso di paura.

L’attacco di panico diventa condizionante per la vita al punto che si innesca la paura di lasciare la “zona sicura”, che di solito è la propria casa e si entra in quel limbo apparente di tranquillità che pian piano si trasforma in agorafobia (paura degli spazi aperti) e nella paura di non sentirsi protetti se non in casa.

Sostanzialmente quando hai un attacco di panico il tuo cervello ti inganna, nonostante tutti i pensieri siano così reali, è il cervello che ti fa credere di essere, in qualche modo, in una situazione di pericolo.

Attacchi di Panico Cause: Ereditarietà e Ansia

Parlando di attacchi di panico con le persone potrai accorgerti che moltissimi di loro non sanno dare una causa specifica allo scatenarsi del fenomeno, questo perché in realtà le cose non sono definibili oggettivamente; sono molti i fattori che intervengono per scatenare un attacco di paura incondizionata, pensieri, sentimenti ed emozioni possono influenzare i processi dello stato di ansia, ma come anche lo possono essere in risposta a situazioni ambientali stressanti, spaventi, rotture affettive… tutte condizioni che creano paura senza esistere una reale condizione di pericolo per la vita.

Quando rischi di essere sopraffatto dagli eventi e ti trovi quindi in una situazione di oppressione l’ansia e la paura possono prendere il sopravvento manifestarsi in tutto il loro potenziale negativo.

Lo stress psicologico può essere rappresentato, come ti dicevo prima da eventi come  separazioni, divorzi, lutti, licenziamenti, trasferimenti, problemi sentimentali, problemi finanziari, incomprensioni coniugali, ma non solo eventi negativi, una situazione di stress la puoi vivere anche con eventi di carattere positivo come matrimoni, nascita di figli, promozioni i quali creano un aumento del senso della responsabilità e quindi danno un senso di preoccupazione che può trasformarsi in ansia e in panico.

Altre cause si possono anche ricercare nell’uso di sostanze farmacologiche come i corticosteroidi o i farmaci per la tiroide, oppure nell’uso di sostanze illegali come cocaina o altri eccitanti, malattie come l’ipoglicemia o delle condizioni fisiche debilitanti, affaticamento sul lavoro o diete esagerate favoriscono lo stato ansioso.

Normalmente chi soffre di attacchi di panico si sente in dovere di aiutare tutti, sono persone sensibili ed emotive e quindi più vulnerabili sotto questo aspetto.

Anche l’ereditarietà gioca un ruolo fondamentale nel ricercare le cause che possono scatenare gli attacchi di panico, ma non tanto a livello molecolare o genetico (è stato dimostrato che l’ansia non è un fattore trasmissibile geneticamente) quanto a livello educativo, perché il contesto in cui sei cresciuto può essere una base solida per lo svilupparsi o meno della “malattia”.

Le esperienze vissute hanno anch’esse un ruolo fondamentale nell’insorgere degli attacchi, soprattutto se si osservano le esperienze infantili o  adolescenziali, il grado di attaccamento ai genitori e alla famiglia in generale, le modalità di relazionarsi con essa e la libertà di esplorazione del mondo al di fuori del contesto famigliare, sono tutti fattori che determinano o che possono determinare condizioni favorevoli o meno allo sviluppo dell’ansia.

Per esempio una famiglia molto protettiva può farti sentire al sicuro all’interno delle mura domestiche ma esposto ai pericoli quando le abbandoni, quindi un giusto compromesso tra protezione, incoraggiamento e libertà di fare esperienze nuove dovrebbe essere un buon punto di partenza per un equilibrio psichico che non comprometta il futuro e che non lo renda ricco di ansietà.

Che cosa è un attacco di panico?

Ne avrai sentito parlare sempre più spesso in questi ultimi anni, purtroppo è una condizione con la quale sempre più persone devono convivere, devono affrontarla e in qualche modo cercare di superarla, sto parlando dell’ansia o meglio conosciuta come attacco di panico.

Il vero e proprio attacco di panico è in realtà una classe di disturbi dell’ansia, ed è classificato come fenomeno sintomatologia complesso, un disturbo psichiatrico molto comune, ti basta pensare che si stima che siano circa 10 milioni gli italiani che abbiano subito uno o più attacchi di panico.

Questo disturbo è molto comune nella fascia di età che va dalla adolescenza all’età adulta e colpisce in prevalenza le donne, non sono pericolosi ma sono talmente debilitanti e gravi che a volte possono portare a stati di depressione.

Ma cosa succede durante un attacco di panico? Se ne sei stato vittima non potrai certo scordarlo, la cosa interessante è che riuscirai a riconoscerlo, diversamente se non ne hai mai avuto uno potresti essere spinto a correre in ospedale in preda al terrore di morire per un attacco di cuore.

Non è una visione così esagerata come potrebbe sembrare, perché un attacco di questo tipo è di solito irrazionale, prende alla sprovvista, e il corpo viene realmente debilitato, perché si prepara ad affrontare una minaccia, quindi la pressione sanguigna sale, si inizia a tremare, viene la nausea, si entra in una stato di iperventilazione, confusione e agitazione, le pupille si dilatano… insomma è come se si stesse vivendo un incubo emotivo.

La sensazione principale è quella di essere stretti in una morsa, alcuni tendono a fare cose avventate e perdere il controllo, altre fuggono e incrementano così l’adrenalina.

Durante un attacco di panico potresti arrivare a pensare di essere pazzo, di stare per morire, di avere un attacco di cuore e di perdere il controllo.

Questi attacchi possono davvero inficiare sul normale svolgimento della vita di un individuo, sono inaspettati, cioè che non si riesce ad associare una reale condizione di pericolo alla paura che sopraggiunge.

A volte possono essere associati a contesti specifici in cui ci si sente in pericolo come ad esempio passando su un ponte o rimanendo bloccati in galleria; per questo motivo chi ha già avuto attacchi di panico teme che possano ripresentarsi e ad affrontare determinate situazioni solo accompagnato da qualcuno di cui si fida o che conosce o addirittura relegandosi in casa, una zona sicura, innescando così un problema di agorafobia.